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VALLE STURA : SUL MONTE BERSAIO. |
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Escursione a piedi in montagna (effettuata il 14 agosto 2006).
Tempo per la salita : 3 ore.
Difficoltà percorso : escursionisti
La mia escursione sul Monte Bersaio iniziò risalendo in auto tutto il Vallone Dell' Arma di Demonte.
Superai alla sua sommità il Colle Valcavera, percorrendo la strada sterrata che, in direzione nord-ovest, scende nella erbosa conca della Bandia.
Qui proseguii, lasciando alla mia destra la diramazione che porta al Colle Del Mulo, fino a parcheggiare presso le diroccate caserme di Bandia.
Da qui iniziò verso le ore 9 (a quota 2400 mt. di altitudine circa) la vera e propria escursione, imboccando a piedi la strada sterrata che discende nel Vallone Di Bandia, in direzione di Moriglione e di Sambuco.
Passando nei pressi del Gias Bandia un cane da pastore ne uscì abbaiando in modo deciso, facendo capire senza ombra di dubbio a me e al mio fido Pongo di essere lui il guardiano di quella zona.
La strada sterrata scendeva decisa, e vedendo che il Monte Bersaio in fondo al vallone era decisamente più in alto, per non perdere quota decisi di seguire i sentieri tracciati a mezza costa sul versante erboso sottostante la Cima Piconiera, posta in alto alla mia sinistra.
Dopo un bel po' di cammino, però, ebbi la sgradita sorpresa di trovarmi la strada sbarrata da un canalone scosceso e, mio malgrado, decisi di ridiscendere sulla strada sterrata molto più in basso ormai, con molta cautela per non scivolare sull'erba brinata (a testimonianza della rigida temperatura raggiunta nella notte precedente).
Ripresa la sterrata, e tralasciato il sentiero che, verso l'altro lato idrografico del vallone si dirigeva verso Moriglione, arrivai al termine della strada, al Gias Piconiera (alt. 2000 mt. circa), attirando l'attenzione di tre giovani vitelli al pascolo, che si avvicinarono incuriositi.
Qui, dopo un breve spuntino, presi a salire verso il soprastante Monte Bersaio direttamente sull'irto pendio erboso, dato che non erano visibili tracce di sentiero, compiendo adeguati zig zag per diminuire lo sforzo di salita.
Spingendo lo sguardo oltre la distesa verde, sullo strapiombo che dal Bersaio scende verso Moriglione, vidi un numeroso branco di camosci, i quali corsero veloci verso il basso e si dileguarono.
Con un ultimo sforzo raggiunsi l'insellatura posta tra il Bersaio e il Colle Piconiera, e costeggiando la spaccatura che la divide in due, arrivai sulla vetta (a 2386 mt. di altitudine), appena in tempo per sentire le campane della chiesa di Sambuco (posta circa 1250 mt. più in basso) annunciare il mezzogiorno.
Per alcuni minuti ammirai l'impagabile panorama (la sottostante Valle Stura da Pianche a Sambuco e a Pietraporzio, sino al Vallone Di Colombart sopra Ferrere; le cime, dal Monte Nebius alla Ciastella, al frontale Monte Vaccia, alle più lontane Ischiator, Corborant, Rocca Tre Vescovi ed Enchastraye fino alla retrostante Rocca La Meia).
Scattate alcune fotografie di rito, avvisai telefonicamente la mia famiglia sul positivo esito dell'ascensione.
Dopo aver firmato il libro di vetta consumai un semplice pranzo al sacco, seduto rivolto verso l'impareggiabile panorama a sud.
Avevo appena finito il pasto quando venni raggiunto in vetta da due ardimentosi ciclisti che, arrivando dal Colle Piconiera, spingevano a mano i loro rampichini.
Il loro cane Buck rivolse una serie di latrati poco amichevoli al mio Pongo, che rispose per le rime.
Scambiai alcune impressioni sull'escursione con i ragazzi : appresi che provenivano anch'essi dalla Bandia, e che erano diretti a Sambuco.
Augurato loro buon appetito, alle ore 13 circa mi avviai sulla schiena erbosa del Bersaio verso il Colle Piconiera, dove un gruppo di escursionisti (adulti e ragazzini) fermi per il pranzo mi chiesero informazioni per scendere a Moriglione.
Iniziai la discesa dirigendomi ad est verso il Vallone Della Madonna (che sale da Sambuco) deviando ad intervalli per osservare il vallone stesso dalle rocce a picco sovrastanti, per fotografare i caratteristici resti di una "truna" nei prati e per osservare i resti del Gias Prà D'Arbon.
Giunto all'incrocio con il sentiero che sale dal Vallone Della Madonna, mi riposai per una decina di minuti nei pressi del ponticello di legno che attraversa il ruscello, e Pongo ne approfittò per fare un sonnellino disteso su un fresco ciuffo d'erba.
Ripresa la salita nel Vallone Di Chiaffrea, passai presso il bel Gias Mure (a 1830 mt. circa di altitudine), che si meritò una fotografia con lo splendido sfondo del Colle Serour, del Monte Salé e dei primi contrafforti del Monte Nebius, coronati da un azzurro cielo senza nuvole.
Qui il sentiero si trasformò in strada sterrata, e continuando a camminare transitai vicino alla Grangia Bastiera, dove Pongo scivolò nella fontana antistante, nel tentativo di bere : ne uscì in tutta fretta, completamente fradicio.
Incontrai due escursionisti diretti verso Sambuco, che si dimostrarono delusi quando dissi loro che stimavo in due ore il tempo occorrente per arrivarvi.
Proseguendo il cammino oltrepassai anche il Gias Chiaffrea (alt. 2270 mt. circa) e, superando gli ultimi tornanti della sterrata mi ritrovai ben presto (stanco ma soddisfatto) alle caserme di Bandia, da dove l'escursione era iniziata circa otto ore prima.
Franco Ramonda
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Inserito
il 28/02/2011 alle ore 23:03:39 da:
info@essevibusca.com
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Vista in direzione di Pietraporzio durante la salita.
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La croce in vetta e la vista sulla sottostante Valle Stura.
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Cima Piconiera vista dal Bersaio.
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La spaccatura e il Bersaio visti dal Colle Piconiera.
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I resti di una "truna" nei pressi del Gias Prà D'Arbon.
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Il Monte Salé, il Colle Serour e il Monte Nebius visti scendendo dal Gias Prà D'Arbon.
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Pongo si riposa.
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Il Gias Mure nel Vallone Di Chiaffrea.
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